Studio Pastelli e matite su carta cm 30×40

Cos’è per me lo studio…


Per studio intendo il lavoro su un soggetto non commissionato,solitamente mi avvalgo di foto scattate da me o di libero utilizzo messe a disposizione da siti dedicati, dove non c’è bisogno di attribuzione all’autore.(Personalmente io  menziono sempre il fotografo, se è possibile)

Nello studio sperimento e approfondisco una tecnica, è un lavoro dove posso approcciarmi liberamente discostandomi anche dall’originale o al contrario ricercare un tratto sempre più preciso. È una sorta di “allenamento artistico”

Studio Pastelli e matite su carta cm 30×40
(Riferimento foto Erik McLean – Pexels)

Questione di… Stile

Quando si parla di stile pittorico si entra in un mondo complesso e infinito, gli stili pittorici sono tantissimi, molti dei quali legati ad un preciso periodo storico. I primissimi stili artistici risalgono al periodo preistorico…tranquilli! non partirò da lì, e non farò nessun elenco noioso. Ma vi parlerò del mio stile

Iniziamo però con il fare chiarezza tra: stile realista, iperrealista, realistico, termini che possono creare confusione anche tra gli artisti stessi nel definirsi.

REALISMO : nasce in Olanda nel XVII secolo, dal naturalismo. Il realismo pittorico tentava di cogliere la realtà sociale; rappresentava la nuda realtà, senza allegorie. I pittori realisti dipingevano scene della vita quotidiana in modo fedele.

IPERREALISMO : Deriva dalla pop art, nasce intorno agli anni 60 negli USA, consiste in una riproduzione fotografica perfetta del soggetto, l’uso della foto ad altissima risoluzione permette di cogliere in maniera maniacale ogni minimo dettaglio, le opere appaiono così vere da non distinguerle dalla fotografia stessa. IPERREALISMO e FOTOREALISMO sono la stessa cosa? No,non lo sono, anche se prendono entrambe come riferimento una fotografia; l’Iperrealismo talvolta gioca con degli effetti pittorici per creare un’altra realtà.

Ed ora veniamo al mio stile, ritratti realistici di animali, una corrente abbastanza nuova, in realtà non è così… nuova perché si dipingono su commissione soprattutto animali domestici, in realtà prende spunto dal disegno naturalistico. ( e se vogliamo andare indietro nel tempo possiamo parlare di Leonardo, ma soprattutto di Albrecht Dürer)

PITTURA REALISTICA l’artista crea  ritratti realistici partendo da una foto, ma anche dalla realtà,  oltre a catturare le caratteristiche fisiche del soggetto, nel 90%dei casi lo conosce a 360 gradi e cerca di cogliere l’essenza e lo spirito del soggetto stesso. La pittura realistica può essere più o meno maniacale nel dettaglio, perciò può apparire come una foto, non è mai allegorica, non nasconde nessun significato da interpretare.

Con il tempo ho scoperto che lo stile realistico  mi  rappresenta, sono una persona molto diretta, curiosa, mi piace approfondire tutto ciò che faccio. Voglio che i miei disegni non nascondano nessun significato da interpretare, sono quello che vedete, per questo la mia ricerca artistica si è canalizzata soprattutto verso il mondo animale, privo di sovrastrutture, gli animali sono sinceri e diretti nel bene e nel male.

foto degli stili descritti

Realismo “Il dipinto del 1849: Gli spaccapietre di Gustave Courbet, che andò distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale”
Luciano Ventrone – Ricami – 2011, grande artista iperrealista del nostro tempo purtroppo morto nel 2021
Ritratto Realistico, Umberta Ruffini (studio di falco 2016)
Questo falco è volato in Olanda

Commissioni…San Bernardo

In queste settimane ho ritratto due San Bernardo, questo che vedete nel post, si chiama Ulisse, mi è stato commissionato come regalo, purtroppo questo gigante buono è mancato alla sua famiglia, sarà certamente una sorpresa molto commovente, mi è stato raccontato che era molto amato. Il secondo San Bernardo lo pubblicherò più avanti, alcuni ritratti sono regali di Natale di conseguenza non posso mettere nemmeno work in progress sulle mie pagine.

I due ritratti sono stati realizzati a pastello e matite colorate, su due carte diverse, una sulla canson Mi teintes e l’altro sulla Pastelmat, (è in assoluto la mia preferita, in genere è la carta più usata dai pastellisti, quando la si prova difficilmente la si lascia)

Tempo fa ho scritto un articolo sull’importanza della carta, metto il link

https://umbertafineart.com/2022/06/08/parliamo-di-carta/

Prossimo lavoro in cantiere è un olio, una dolcissima cucciolotta di 5 mesi, seguitemi sui miei social per vedere la realizzazione.

Per commissionare un ritratto basta contattarmi andate al link per info varie e prezzi https://umbertafineart.com/prezzi-commissioni/

Nuovo acquisto treppiede

Approfittare dell’ Amazon Day per acquistare un treppiede per la macchina fotografica? Fatto✔️(Notare il gatto spaparanzato sullo sfondo)  mi sarà sicuramente molto comodo per filmare i work in progress dei miei lavori a olio, così posso riposizionare  il braccio alla scrivania (sempre se il gatto mi permette di starci)

Quando il caldo non aiuta l’artista 😅😂

Ed eccomi qui, sto proseguendo con questo dipinto a olio. L’ olio richiede tempo, soprattutto se si vuole particolareggiare molto, ogni passata richiede che la mano precedente si asciughi, perciò per almeno due giorni bisogna dimenticarselo (dipende sempre dalla grandezza) il caldo oltretutto non aiuta sia per l’asciugatura, sia perché esalta parecchio l’odore dei colori e dell’acqua ragia che stordisce un po’ 😵🤪😂

Studio di particolare testa di cavallo… Si prosegue

Ho risistemato per l’ennesima volta la macchina fotografica, la posizione in cui l’avevo messa mi faceva venire il torcicollo, per me queste sono tutte cose stressanti, mi portano via tempo alle mie pennellate, ma in fin dei conti oggi l’attività artistica è 50%arte e 50%social o meglio marketing, alla fine se ti vuoi far conoscere e vendere devi curare molti aspetti.

Ma passiamo al lavoro, disegnare il soggetto in modo preciso è sicuramente molto importante, ma può capitare che in corso d’opera ci accorgiamo che ci sono piccole cose che non funzionano. Il pregio dei colori ad olio è la lenta asciugatura che si può sfruttare a nostro favore correggendo quello che non ci convince. Di contro c’è che se si esegue una pittura a strati bisogna aspettare anche giorni prima di rimettere il pennello sulla tela. Per non parlare del tempo di attesa per l’asciugatura finale, la vernice protettiva e… attendere ancora.

Non è finito!

Tutto torna a chi sa aspettare, ad eccezione di un libro dato in prestito.

(Kin Hubbard)

Prezzi commissioni 2023

In questo momento sto lavorando soprattutto per me stessa, creare in completo relax è piacevole , mi prenderò ancora un po’ di tempo almeno fino al prossimo anno. Nel frattempo ho aggiornato due o tre cose… per esempio ho deciso di promuovere soprattutto due formati cm 18×24 e 24×30 per le matite colorate su carta e un cm 30×30 per l’olio su tela. Terrò comunque sempre aperta l’opportunità di richiedere opere più grandi. I formati piccoli sono i più richiesti, soprattutto per il costo più abbordabile.

Nei formati più piccoli il soggetto sarà esclusivamente testa e collo senza sfondo. (potete vedere i costi nel link sotto il ritratto del micio) Ovviamente per chi lo richiederà dipingero` anche soggetti interi, con sfondo, o più soggetti. In questo caso ho optato per non mettere costi fissi dipenderà molto dalla complessità del lavoro.

➡️ https://umbertafineart.com/prezzi-commissioni/

Parliamo di… Carta

Vi svelerò un segreto , non basta avere un’eccellente tecnica nel  disegno o nella stesura del colore per ottenere un lavoro perfetto. Già perché se non avete il materiale adatto che si tratti di carta o matite colorate  non arriverete mai ad attenere quella splendida sfumatura , quella pelle così perfetta , quella pelliccia che vi sembra di poter toccare… Insomma l’effetto “wow sembra una foto”  Ogni carta ha un utilizzo specifico e sta a noi imparare a conoscerlo.

Sapere come “reagisce” una carta al tipo di lavoro che vogliamo fare è basilare. Un generico foglio di carta non potrà mai sostenere tanti strati di colore con matite colorate , rifiuterebbe il pastello , per non parlare dell’acquarello. Scordatevi la banale classificazione della scuola carta ruvida e carta liscia perché stiamo per entrare in un mondo molto più complesso.
Iniziamo con il porci delle domande semplici ma molto utili per capire.

➡️Quale tecnica vogliamo utilizzare?
➡️Il nostro lavoro sarà molto dettagliato?
➡️Utilizziamo spesso la gomma? (spero di no!)
➡️Vogliamo dare un effetto più fotografico o artistico?
➡️Utilizzeremo molti strati di colore?

La carta si differenzia per spessore e grana
Dalla grana possiamo capire se un foglio è ruvido, semi ruvido, liscio

La grana grossa viene solitamente utilizzata per lavori più artistici, con più espressione.

Se la vostra idea è un lavoro iperrealista si optera`per una grana finissima perciò un foglio liscio.

Se utilizzerete i Pastelli morbidi avrete bisogno di una carta che trattenga il colore, la cui superficie è simile alla carta vetrata (anche qui più o meno fine)
Un esempio è la Carta Canson Mi-Teintes Touch , presenta una superficie granulare dall’effetto sabbiato.
Trattiene i pigmenti e permette tante sovrapposizioni di colore.
Grammatura 350g/mq

Per i miei ultimi lavori a matita colorata e pastello ho utilizzato la Pastelmat (Clairefontaine). La particolarità della carta Pastelmat è la sua superficie a metà tra il velluto e l’effetto leggermente sabbiato , si trova in tanti colori.
Grammatura 360g/mg

Per il pastello morbido è utilizzata anche la carta velours , al tatto vellutata , si ottengono bellissime sfumature , e il lavoro ha un che di etereo.

Ho riassunto in pochissime righe un mondo veramente vasto e l’unico modo per capire quello che fa per il nostro stile è provare più carte possibili , solo così si imparerà a conoscerle.

“Disegna ciò vedi e non quello che pensi di vedere”

Il disegno non è improvvisazione , soprattutto se ci avviciniamo al realismo e vogliamo riprodurre dal vero o da foto. Il disegno ben fatto  è tecnica e disciplina. La tecnica si impara e senza la disciplina è duro portare a termine dei progetti. Delusione? pensavate all’artista come personaggio fuori le righe ,  il cui modo di dipingere , sembra frutto di improvvisazione ,  di segno casuale? L’esempio più facile pensate a Picasso…vi assicuro che conosceva molto bene le basi del disegno , pensate alla sua famosa frase “a 12 anni sapevo disegnare come Raffaello però ci ho messo una vita per imparare a dipingere come un bambino“.

Anche l’estro o tutto ciò che può sembrarvi improvvisato proviene dallo studio , il vero atto creativo per me è quando si apprendono bene le regole , si digeriscono , si trasformano , fino a sfociare solo in seguito nell’ originalità che contraddistingue l’artista.

Riprendendo il titolo “disegnare ciò che vedi e non quello che pensi di vedere” significa
➡️Imparare ad osservare il soggetto che andremo a riprodurre.
L’osservazione differisce dal guardare perché implica un’ attenzione maniacale… Le forme , le sfumature , i primi piani , i colori , le luci , le ombre , le dimensioni , le proporzioni , ogni più piccolo particolare.
➡️ Capire quale tecnica pittorica può rendere il più fedele possibile il soggetto.
➡️ Capire il materiale più consono da usare , esempio se l’opera sarà su carta , dovremmo conoscere i tipi di carta più appropriati. ( idea per un prossimo articolo)
➡️Capire come procedere per colorare , a sezioni oppure a campiture , a sezioni si colorano dettagliatamente piccole parti e man mano si procede. A campiture per esempio si stende lo sfondo e poi un fondo su tutto il disegno per poi mano a mano procedere con i dettagli.
È un processo veramente lungo l’osservazione , ma è fondamentale.