Si ricomincia con le commissioni

Work in progress, un bel micione… Ligabue a modo suo fa il suo dovere di gatto (ahaha)

Ritratto matite colorate e pastelli su carta Pastelmat, formato più piccolo cm 18×24

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Questione di social…

Sembra assurdo ma alcune volte si da per scontato che gli altri abbiano capito di cosa ci occupiamo, soprattutto quando ci si mette su una nuova piattaforma tutto è più difficile. Il mio bacino di clienti arriva soprattutto da fb, ora che sono anche su Instagram tutto sembra veramente più difficile, devo ricominciare tutto da capo, la gente deve conoscere chi sono, cosa faccio, avere fiducia, ma il meccanismo è completamente diverso, le immagini più del racconto la fanno da padrone, e il racconto deve arrivare immediato. Però devo ammettere che mi sto “intrippando” bene ce la posso fare 😁

Tra una pennellata e l’altra… si accettano nuove sfide

Ho preparato il disegno per un murales esterno, nuova sfida 😊, le dimensioni sono abbastanza grandi perciò ho lavorato con un foglio attaccato ad una parete di casa. Il soggetto rappresenta due cavalli che eseguiro`a pennello con colori acrilici. Non vedo l’ora di iniziare sperando che questo caldo si plachi un po’, non lo sopporto proprio … Cercherò di mettere qualche foto del lavoro quando lo inizierò.

Dipingere “alla prima”

Nei post precedenti sulla pittura ad olio vi ho parlato di quanto sia importante rispettare alcune regole fondamentali ; grasso su magro , spesso su fine , chiaro su scuro . Vi ho parlato della pazienza e dei tempi lunghi che un certo tipo di lavoro comporta. In uno dei post ho scritto di ” bagnato su bagnato” è il modo per finire il dipinto in un’ unica sessione ossia dipingere “alla prima”. Questa tecnica è sicuramente più veloce ma non meno complicata , anzi oltre a dover rispettare tutte le regole , bisogna aver bene presente la teoria dei colori , la sovrapposizione di questi , una buona manualità e avere in testa il dipinto. Uno dei principali errori a cui si può andare incontro dipingendo alla prima è lasciare delle trasparenze qua e la sulla tela (capita anche nella pittura a strati se non vengono rispettati tutti i passaggi) per ovviare a ciò ci può aiutare la stesura di una campitura.

La campitura è la stesura leggera di un colore uniforme ( solitamente è nei toni delle terre) che viene data sulla tela prima di dipingere. Oltre ad aiutare ad evitare un effetto trasparenza non cercato , otticamente aiuta a migliorare la percezione del colore , aiuta a bloccare il disegno sulla tela , soprattutto se è stato eseguito con una matita , la grafite a contatto con la pennellata si tira e sporca. La campitura a seconda del tono di colore che si usa può rendere il lavoro più vibrante ed equilibrato.

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Sulla pittura ad olio…parte 5

Le tre regole…fondamentali

La pittura ad olio richiede tre regole per essere eseguita nel migliore dei modi

  • Grasso su magro
  • Spesso su sottile
  • Chiaro su scuro

Grasso su magro ; per grasso intendo un colore ricco di olio , per magro intendo un colore con pochissimo olio e un po’ di solvente ( il giusto dosaggio lo atterrete con l’ esperienza, mi fermo qui! dovrei entrare in spiegazioni infinite). Alcuni pittori la parte magra la ottengono solo con il solvente , ma secondo me diluire esclusivamente con trementina o acqua ragia senza utilizzare olio non è ottimale , appunto perchè si tratta di solventi e non diluenti. Perciò in parole molto povere la regola ci dice che nelle varie fasi del dipinto bisogna aggiungere sempre più olio. Questo aiuta ad avere un colore luminoso e duraturo , senza crepe nel futuro , ebbene si, se nel proseguo del lavoro si dovesse diminuire l’ olio o addirittura aggiungere un solvente invertiremo il processo da magro su grasso e questo creerebbe delle crepe.

Spesso su sottile ; la prima applicazione di colore dovrà essere sottile e man mano si prosegue , le successive applicazioni dovranno avere sempre più spessore. Se si segue bene la prima regola questa dovrebbe andare in automatico…dovrebbe

Chiaro su scuro ; prima si utilizzano i colori scuri e poi quelli chiari . Le due precedenti regole sono di natura chimica , questa è di natura fisica , è una questione di luce , il dipinto deve avere luce ! ( teoria del colore…prossimamente )

Altra tecnica bagnato su bagnato , riguarda il dipinto “alla prima” …ma ve ne parlo un’ altra volta.

Sui colori ad olio…parte 4

Imprimitura… ovvero la preparazione della tela.
Questo procedimento serve per preparare il supporto a ricevere il colore nel miglior modo possibile , le tele vendute in commercio oggi hanno una preparazione universale ma che personalmente non trovo sufficiente. L’ imprimitura più utilizzata era composta da gesso mescolato con caseina o colla di coniglio e in certi casi veniva aggiunto dell’ olio di lino cotto. Questa preparazione veniva applicata sul supporto grezzo da dipingere ( tela , tavola di legno , carta ecc. )
Oggi per velocizzare l’ operazione si può utilizzare benissimo del colore acrilico o del gesso bianco acrilico , si aspetta che asciughi , si da una leggera carteggiata e il supporto è pronto. Ovviamente si possono dare più mani di primer.
Questo procedimento non va assolutamente sottovalutato , è determinante per la buona riuscita del lavoro e per la sua durata nel tempo.
Per preparare le mie tele uso solitamente i colori acrilici o il gesso.

L’ olio aderisce molto bene sull’ acrilico , ma mi raccomando non fate mai il contrario…per la regola del grasso su magro , ma ve ne parlerò prossimamente.

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Sulla pittura ad olio…parte 3

Confucio diceva “La pazienza è potere: con il tempo e la pazienza, ogni foglia di gelso diventa seta.”

Come avrete capito dai precedenti post , i colori ad olio richiedono un po’ di esperienza prima di essere utilizzati in modo ottimale.
Non è sicuramente la tecnica adatta per chi vuole arrivare velocemente all’ opera finita , i tempi di asciugatura possono diventare veramente lunghi partendo dall’ attesa tra una sezione e l’ altra di lavoro , per non parlare dell’asciugatura finale e per la stesura della vernice protettiva che si deve a sua volta asciugare. Ci possono venire incontro i colori ad olio alchidici che hanno una rapida essicazione… molti dei miei lavori passati li ho dipinti con gli alchidici , soprattutto quando ti arrivano le commissioni per Natale e tutti vogliono in tempo il loro bel dipinto finito malgrado da anni chiedo che le commissioni natalizie vengano richieste per tempo , ho compreso come ovviamente le persone non si rendano conto del lavoro che c’ è dietro ad un dipinto. Ma con il tempo ho imparato a dire no , la mia passione stava assumendo un aspetto troppo meccanico . La lenta essiccazione però ha dei lati positivi permette di correggere errori o apportare modifiche , ti permette di meditare molto su ciò che stai facendo e magari nel frattempo di occuparti di altri lavori.

Sui colori ad olio…parte 2

I Medium

Se è vero che al giorno d’ oggi troviamo i colori ad olio pronti nel tubetto è anche vero che l’ uso dei medium appropriati è necessario. Il colore è talmente pastoso che si stenderebbe con difficoltà sulla tela. I medium sono additivi e vengono usati a seconda dell’ esigenza per cambiare le caratteristiche del colore , esempio per variare l’ essicazione o per avere un colore più fluido o per renderlo brillante o opaco.
I medium per olio ovviamente sono oli , non si può assolutamente usare l’acqua . Uno dei più utilizzati è sicuramente l’ olio di lino , ha un alto grado di asciugatura , ma ingiallisce con il tempo ; i bianchi e gli azzurri i viola e i verdi virano al giallo.

Primo strato di colore ( la foto di riferimento per questo studio proviene da pixabay)

l’ ho capito a mie spese perciò non lo utilizzo più.
L’ olio di papavero è quello che ingiallisce meno , ha buona essicazione diciamo che è un buon compromesso.
Un medium che mi piace molto è il Liquin Original , lo produce la W&N lo trovo fantastico come essiccativo. Diluisce bene il colore e il Liquin fine Detail per dipingere particolari è ottimo. In realtà si tratta di una resina alchidica…quello dei medium è un mondo talmente vario che mi dilungherei veramente tanto e perciò mi fermo qui…Sconsiglio di usare come medium acquaragia o trementina , io le utilizzo esclusivamente per pulire i pennelli.

Sui Colori ad olio…parte 1

…Quando si parla di dipinti o di arte non si può non pensare all’ olio .

I grandi maestri del passato ci hanno donato migliaia di capolavori con questa affascinante ma non semplice tecnica.
Personalmente trovo questa pittura meditativa , dalla preparazione della tela , alla singola pennellata tutto è pensato nei minimi particolari , soprattutto quando ci si avvicina ad una tecnica realista o iperrealista .

Concentrarsi sul singolo tocco del pennello , sul momento , la pazienza , pennellata dopo pennellata l’ immagine si palesa sempre più vibrante.



Come dicevo non si tratta di una tecnica semplice da padroneggiare . Dipingere ad olio in sostanza significa mescolare dei pigmenti con sostanze oleose , oggi per fortuna tutto è racchiuso in un comodo tubetto , quando arrivò la tecnica fiamminga in Italia i colori venivano preparati in bottega (ancora oggi c’è chi se li prepara)

I pigmenti erano terre, estratti minerali , animali e vegetali il tutto legato (con lavoro veramente paziente) con olio di lino , noce , papavero e altri oli.
Solitamente per questo tipo di pittura si utilizzano i pennelli , ( per alcune tecniche vengono utilizzate anche le spatole) che possono essere di diverso materiale , origine animale , i migliori sono di martora , i peggiori a mio avviso di bue e i sintetici di ottima qualità che uso preferibilmente , li trovo ottimi ma devono essere veramente di qualità … per intenderci escludete quelli del supermercato se non volete perdere peli sulla tela . I supporti su cui dipingere ; oltre alla classica tela che può essere di cotone , lino , Juta , più o meno ruvida , l’ olio viene utilizzato su legno , carta , cuoio e metalli.
Ogni tipo di supporto ha bisogno di una preparazione per accogliere al meglio il colore…ma di questo scriverò nei prossimi post.

Matite colorate…

Parliamo di matite colorate…
Per i miei ritratti utilizzo anche le matite colorate , alcune volte in tecnica mista con i pastelli.
Le matite colorate non contengono grafite e si distinguono dalle normali matite per avere al loro interno pigmento colorato e leganti , ogni marca ha il proprio segreto di lavorazione. Io divido le matite colorate in due tipi , quelle per professionisti e quelle scolastiche , ci sono marche che producono entrambe i tipi . La differenza che balza subito all’ occhio per chi si approccia la prima volta sta nel costo , la qualità del pigmento utilizzato è veramente superiore. Un semplice esempio che vi posso fare riguarda la durata della brillantezza del colore , le sovrapposizioni colore su colore ( qui gioca un buon ruolo anche la carta di qualità) , la mina all’ interno molto resistente, e l’ampissima gamma ti tonalità.
Vi ho accennato i leganti che possono essere a base cera o a base olio.
Esistono anche le matite pastello che presentano dei leganti simili a quelli dei pastelli e di conseguenza il risultato nel loro uso li ricorda. (Se non l’hai ancora fatto leggi il post sui pastelli morbidi)
Personalmente utilizzo le Polychromos della Faber Castel , Luminance della Caran D’ache e Carbothello della Stabilo …ognuna con caratteristiche diverse. Il mio consiglio come sempre è di provarle tutte per capire quelle che più si prestano al tipo di lavoro che si vuole fare.