Il Potere delle belle foto…poche regole per esaltare un lavoro artistico

Oggi parlerò di poche ma utilissime regole per scattare una foto decente ai lavori artistici. Dobbiamo tener presente che i nostri dipinti verranno visti sui social e devono apparire il più fedeli possibile a come li percepiamo dal vero. Perciò banditi i filtri , a meno che non ci vengano in aiuto in tal senso.

La verità di ciò che noi mostriamo sul web è basilare sopratutto se quel lavoro sarà destinato alla vendita.

So bene che la fretta che porta a postare la fa da padrona , avete finito e non vedete l’ora di esporre la vostra opera. Ed in questo caso meglio una foto sfocata o scura che una filtrata in modo “scorretto”, nel primo caso il vostro dipinto potrebbe avere l’effetto wow! dal vivo per l’acquirente , nel secondo caso l’acquirente si ritrova davanti a qualcosa che non corrisponde.. E qui ci perdete la faccia , e visto che si tratta di un lavoro per lo più di passa parola non conviene barare. (Ma occhio perché anche le foto sfocate vi penalizzano , il mio era solo un esempio)

Premetto che non sono una fotografa , ho cercato info, suggerimenti e tanto altro. Mi sono ritrovata a scattare tantissime foto… è così difficile rendere il colore , la luce , rendere il dipinto o disegno per ciò che è veramente.

Perciò ecco poche ma utili regole

➡️Comprati una fotocamera digitale… Oppure utilizza uno smartphone con una buona fotocamera.
➡️ Scatta ad alta risoluzione
➡️ Preferisci la luce naturale (la luce artificiale altera i colori)
➡️Non utilizzare il flash
➡️Non fotografare il ritratto incorniciato sotto vetro
➡️Scatta tante tante tante foto e ricontrollale con calma sul pc… (tempo fa scattai una foto ad alta risoluzione , mi sembrava bella “alla prima” , la pubblicai frettolosamente , mi accorsi che in evidenza si vedeva un pelo gigante del pennello spiaccicato sulla tela…per dirti che la fretta non ripaga mai.)
➡️ Se serve aggiusta luminosità , contrasti di colore per rendere la foto più fedele possibile all’opera originale.

Spero che queste piccole regole possano risultare utili , sono bene accetti ulteriori consigli sotto il post…. A presto!

Partiamo dall’ ABC

Teoria del colore
Avete presente la ruota del colore, sapete di chi fu l’invenzione? Isaac Newton … matematico, fisico, astronomo, filosofo , teologo, storico e alchimista inglese, considerato uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi , anche se in realtà gli studi sui colori partono tanto tempo prima , in particolar modo nel periodo del Rinascimento. Ma il cerchio cromatico che utilizziamo lo dobbiamo a Itten, pittore scrittore e designer svizzero dei primi anni del ‘900, ha studiato a fondo i colori tanto da creare appunto il cerchio cromatico di Itten.

In parole povere cosa dice la teoria del colore ➡️ da tre colori primari è possibile ottenere tutti gli altri colori.

I colori PRIMARI sono

➡️ ROSSO (magenta)
➡️ GIALLO
➡️ BLU (ciano)

Dai colori primari otteniamo i SECONDARI

➡️ VIOLA
➡️ VERDE
➡️ ARANCIONE

Sempre dai colori primari, ma mescolati in più parti otteniamo i TERZIARI

➡️ ROSSO VIOLACEO
➡️ VERDE GIALLOGNOLO
➡️ VIOLA BLUASTRO
➡️ GIALLO ARANCIATO
➡️ BLU VERDASTRO
➡️ ROSSO ARANCIATO

In sintesi come otteniamo i colori secondari e terziari?

ROSSO + BLU ➡️ VIOLA
GIALLO + BLU ➡️ VERDE
ROSSO + GIALLO ➡️ ARANCIONE

BLU + ROSSO + ROSSO ➡️ ROSSO VIOLACEO
BLU + GIALLO + GIALLO ➡️ VERDE GIALLOGNOLO
ROSSO + BLU + BLU ➡️ VIOLA BLUASTRO
ROSSO + GIALLO + GIALLO ➡️ GIALLO ARANCIATO
GIALLO + BLU + BLU ➡️ BLU VERDASTRO
GIALLO + ROSSO + ROSSO ➡️ ROSSO ARANCIATO

Ma non finisce qui! Non dimentichiamoci dei colori COMPLEMENTARI

I colori si dicono complementari quando l’uno rispetto all’altro si trovano sul lato opposto del cerchio cromatico. Uno è un colore caldo , l’altro è un colore freddo. Il complemento di ogni colore primario è un colore secondario.
Sono complementari
➡️ ROSSO e VERDE ( dato dal giallo e dal blu)

➡️ GIALLO e  VIOLA (dato dal rosso e dal blu)

➡️ BLU e ARANCIONE (dato dal rosso e dal giallo)

In pratica i 2 colori complementari presi insieme contengono sempre tutti e 3 i primari. I colori complementari vanno accostati… mescolati insieme  si annullano.

Johannes Itten diceva
“Solo a chi lo ama il colore manifesta tutta la sua bellezza e la propria intima essenza. Può essere usato da chiunque ma solo a chi lo adora appassionatamente svela il suo profondissimo mistero” .

Lavoro terminato Particolari…

Prima di iniziare un lavoro ho quasi sempre una specie di blocco, poi dopo tanto tempo che non prendevo in mano un pennello ho anche cestinato dall’ inizio alcuni tentativi…il passaggio che preferisco é lavorare sui particolari, quei piccoli tocchi che rendono unico il ritratto, è veramente rilassante… l’importante è riuscire a fermarsi, si può veramente continuare all’infinito… Ad un certo punto bisogna posare il pennello ed è quello che ho fatto oggi!

Alla prossima… Posto il ritratto finito.

Sulla pittura ad olio… Parte 6

In barca sulla Senna
Pierre Auguste Renoir

Bagnato su bagnato.

Con questa tecnica è possibile finire il lavoro in un’unica sessione ma questo non significa che sia semplice , per ottenere un ottimo risultato  bisogna conoscere bene la teoria del colore possedere una buona manualità , per intenderci dobbiamo aver in testa il dipinto finito.
“Bagnato su bagnato” si chiama così perchè è possibile applicare un colore fresco  sopra un colore non ancora asciutto.
Avete presente le opere impressioniste? Nell’immagine potete vedere un’opera di Renoir dipinta con questa tecnica , notate la  luminosità? . E la difficoltà a mio parere più difficile da ottenere se non si padroneggia questo modo di dipingere perché si rischia di mischiare in modo eccessivo il colore e di conseguenza di smorzarlo.

Pennellata dopo pennellata…

Questa mattina ho ripreso con i colori ad olio lo studio del cavallo , la foto di riferimento l’ho scaricata da Pixabay, un sito dove si possono utilizzare immagini gratis o con un piccolo contributo, e qui apro parentesi sull’utizzo delle foto, per chi è alle prime armi consiglio di non usare mai foto senza chiedere il permesso a chi le ha scattate, soprattutto foto di professionisti per loro come per noi è un lavoro, passione da tutelare. Per i nostri studi ci vengono in aiuto pubblicando foto prive di copyright su questi siti appositi. Meglio ancora sarebbe scattarsi foto da soli, ma comprendo che se ti vuoi disegnare il diavolo della Tasmania risulta un po’ difficile. Chiusa parentesi… È da un bel po’ che non prendevo in mano i pennelli, le commissioni degli ultimi anni le ho eseguite tutte con matite colorate e pastelli, una tecnica che mi ha dato non poche soddisfazioni, ma i vecchi amori a volte ritornano, benché in passato le prime commissioni siano state eseguite esclusivamente a olio su tela per riprendere la mano ci ho messo qualche settimana di frustrazione totale, prove, errori, sono alla ricerca di un nuovo modo di dipingere, di un mio modo da consolidare…gli studi servono proprio a questo…in corso d’opera ho deciso di ingrandire un po’ l’occhio del cavallo, di renderlo più vispo e attento… c’è ancora parecchio lavoro da fare.

Pastelli…

Una delle tecniche che prediligo sono i pastelli morbidi e le matite .

In questo post vi racconterò alcune curiosità sul pastello.

Il pastello morbido (chiamato anche secco ) fa parte delle tecniche definite a secco , infatti non ha bisogno di essere diluito con acqua o solventi per essere utilizzato. Questo particolare lo rende sicuramente molto comodo nell’ utilizzo.

Personalmente lo trovo versatile anche per la immensa gamma di colori colori molto puri con i quali puoi passare dalle nature morte al ritratto credo sia impossibile non trovare la gradazione desiderata con questa tecnica.

La pecca negativa se così vogliamo definirla è che ci si deve sporcare le mani , perciò richiedono attenzione soprattutto nel momento di sfumarli , imparare ad utilizzare tutte le dita è una buona cosa , abbiamo 10 pennelli naturali , sfruttiamoli !

Curiosità…il termine pastello viene usato in modo comune associato a matite , gessetti , pastelli a cera ecc. Il pastello morbido di cui sto parlando per intenderci è il “soft pastel” come lo chiamano gli inglesi oppure il “pastel sec” come lo definiscono i francesi . In realtà la differenza tra un pastello più morbido o più secco è la quantità di legante utilizzato….per oggi mi fermo qui…nei prossimi articoli ti parlerò di come utilizzarli e su quale carta…a presto.