“Disegna ciò vedi e non quello che pensi di vedere”

Il disegno non è improvvisazione , soprattutto se ci avviciniamo al realismo e vogliamo riprodurre dal vero o da foto. Il disegno ben fatto  è tecnica e disciplina. La tecnica si impara e senza la disciplina è duro portare a termine dei progetti. Delusione? pensavate all’artista come personaggio fuori le righe ,  il cui modo di dipingere , sembra frutto di improvvisazione ,  di segno casuale? L’esempio più facile pensate a Picasso…vi assicuro che conosceva molto bene le basi del disegno , pensate alla sua famosa frase “a 12 anni sapevo disegnare come Raffaello però ci ho messo una vita per imparare a dipingere come un bambino“.

Anche l’estro o tutto ciò che può sembrarvi improvvisato proviene dallo studio , il vero atto creativo per me è quando si apprendono bene le regole , si digeriscono , si trasformano , fino a sfociare solo in seguito nell’ originalità che contraddistingue l’artista.

Riprendendo il titolo “disegnare ciò che vedi e non quello che pensi di vedere” significa
➡️Imparare ad osservare il soggetto che andremo a riprodurre.
L’osservazione differisce dal guardare perché implica un’ attenzione maniacale… Le forme , le sfumature , i primi piani , i colori , le luci , le ombre , le dimensioni , le proporzioni , ogni più piccolo particolare.
➡️ Capire quale tecnica pittorica può rendere il più fedele possibile il soggetto.
➡️ Capire il materiale più consono da usare , esempio se l’opera sarà su carta , dovremmo conoscere i tipi di carta più appropriati. ( idea per un prossimo articolo)
➡️Capire come procedere per colorare , a sezioni oppure a campiture , a sezioni si colorano dettagliatamente piccole parti e man mano si procede. A campiture per esempio si stende lo sfondo e poi un fondo su tutto il disegno per poi mano a mano procedere con i dettagli.
È un processo veramente lungo l’osservazione , ma è fondamentale.

Dipingere “alla prima”

Nei post precedenti sulla pittura ad olio vi ho parlato di quanto sia importante rispettare alcune regole fondamentali ; grasso su magro , spesso su fine , chiaro su scuro . Vi ho parlato della pazienza e dei tempi lunghi che un certo tipo di lavoro comporta. In uno dei post ho scritto di ” bagnato su bagnato” è il modo per finire il dipinto in un’ unica sessione ossia dipingere “alla prima”. Questa tecnica è sicuramente più veloce ma non meno complicata , anzi oltre a dover rispettare tutte le regole , bisogna aver bene presente la teoria dei colori , la sovrapposizione di questi , una buona manualità e avere in testa il dipinto. Uno dei principali errori a cui si può andare incontro dipingendo alla prima è lasciare delle trasparenze qua e la sulla tela (capita anche nella pittura a strati se non vengono rispettati tutti i passaggi) per ovviare a ciò ci può aiutare la stesura di una campitura.

La campitura è la stesura leggera di un colore uniforme ( solitamente è nei toni delle terre) che viene data sulla tela prima di dipingere. Oltre ad aiutare ad evitare un effetto trasparenza non cercato , otticamente aiuta a migliorare la percezione del colore , aiuta a bloccare il disegno sulla tela , soprattutto se è stato eseguito con una matita , la grafite a contatto con la pennellata si tira e sporca. La campitura a seconda del tono di colore che si usa può rendere il lavoro più vibrante ed equilibrato.

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