Sui Colori ad olio…parte 1

…Quando si parla di dipinti o di arte non si può non pensare all’ olio .

I grandi maestri del passato ci hanno donato migliaia di capolavori con questa affascinante ma non semplice tecnica.
Personalmente trovo questa pittura meditativa , dalla preparazione della tela , alla singola pennellata tutto è pensato nei minimi particolari , soprattutto quando ci si avvicina ad una tecnica realista o iperrealista .

Concentrarsi sul singolo tocco del pennello , sul momento , la pazienza , pennellata dopo pennellata l’ immagine si palesa sempre più vibrante.



Come dicevo non si tratta di una tecnica semplice da padroneggiare . Dipingere ad olio in sostanza significa mescolare dei pigmenti con sostanze oleose , oggi per fortuna tutto è racchiuso in un comodo tubetto , quando arrivò la tecnica fiamminga in Italia i colori venivano preparati in bottega (ancora oggi c’è chi se li prepara)

I pigmenti erano terre, estratti minerali , animali e vegetali il tutto legato (con lavoro veramente paziente) con olio di lino , noce , papavero e altri oli.
Solitamente per questo tipo di pittura si utilizzano i pennelli , ( per alcune tecniche vengono utilizzate anche le spatole) che possono essere di diverso materiale , origine animale , i migliori sono di martora , i peggiori a mio avviso di bue e i sintetici di ottima qualità che uso preferibilmente , li trovo ottimi ma devono essere veramente di qualità … per intenderci escludete quelli del supermercato se non volete perdere peli sulla tela . I supporti su cui dipingere ; oltre alla classica tela che può essere di cotone , lino , Juta , più o meno ruvida , l’ olio viene utilizzato su legno , carta , cuoio e metalli.
Ogni tipo di supporto ha bisogno di una preparazione per accogliere al meglio il colore…ma di questo scriverò nei prossimi post.

Matite colorate…

Parliamo di matite colorate…
Per i miei ritratti utilizzo anche le matite colorate , alcune volte in tecnica mista con i pastelli.
Le matite colorate non contengono grafite e si distinguono dalle normali matite per avere al loro interno pigmento colorato e leganti , ogni marca ha il proprio segreto di lavorazione. Io divido le matite colorate in due tipi , quelle per professionisti e quelle scolastiche , ci sono marche che producono entrambe i tipi . La differenza che balza subito all’ occhio per chi si approccia la prima volta sta nel costo , la qualità del pigmento utilizzato è veramente superiore. Un semplice esempio che vi posso fare riguarda la durata della brillantezza del colore , le sovrapposizioni colore su colore ( qui gioca un buon ruolo anche la carta di qualità) , la mina all’ interno molto resistente, e l’ampissima gamma ti tonalità.
Vi ho accennato i leganti che possono essere a base cera o a base olio.
Esistono anche le matite pastello che presentano dei leganti simili a quelli dei pastelli e di conseguenza il risultato nel loro uso li ricorda. (Se non l’hai ancora fatto leggi il post sui pastelli morbidi)
Personalmente utilizzo le Polychromos della Faber Castel , Luminance della Caran D’ache e Carbothello della Stabilo …ognuna con caratteristiche diverse. Il mio consiglio come sempre è di provarle tutte per capire quelle che più si prestano al tipo di lavoro che si vuole fare.

Pastelli (parte 2)

Oggi vi parlo di dove utilizzare i pastelli morbidi .

I pastelli solitamente si usano su carta , personalmente ho fatto un esperimento su tela cartonata , e devo dire che tutto sommato sono stata abbastanza soddisfatta anche se il miglior supporto rimane la carta.

Ma quale carta? Non certamente una qualsiasi.

Si usano due tipi di carta principalmente , la ruvida , che comprende diversi stadi di ruvidezza , ci sono carte molto simili alla carta vetrata , cioè in parole povere possono presentare una grana molto fine o molto ruvida. La carta ruvida aiuta il pigmento a rimanere aggrappato alla sua superficie. Le diverse tipologie di ruvidità andranno scelte in base alla tecnica e al soggetto che vuoi ritrarre. Se si lavora molto sui dettagli una carta di minor ruvidezza sarà la scelta ottimale. Per definire meglio i dettagli solitamente si fa uso anche di matite pastello , queste hanno la caratteristica di essere un po’ più dure del pastello.

Un’ altra carta utilizzata da molti pastellisti è la carta vellutata , molto morbida e sicuramente si presta a opere dal tratto più etereo, meno marcato , si possono raggiungere ottimi risultati , io non la amo molto per il semplice fatto che provo fastidio nell’ utilizzarla! Ma è un fatto molto personale.

La buona via di mezzo , ebbene si! Esiste! E’ una carta ne troppo abrasiva ne troppo morbida come la velluto … ed è quella che prediligo , e che utilizzo ormai da tempo per i miei lavori , la carta Pastelmat di Clairefontaine . Mi piace perchè permette sia di realizzare sfumature delicate sia tratti decisi , e trovo che per realizzare ritratti animali è ottima.

Basilare rimane sempre lo sperimentare , in modo da trovare la carta più adatta alla vostra tecnica e al vostro stile….alla prossima

Pastelli…

Una delle tecniche che prediligo sono i pastelli morbidi e le matite .

In questo post vi racconterò alcune curiosità sul pastello.

Il pastello morbido (chiamato anche secco ) fa parte delle tecniche definite a secco , infatti non ha bisogno di essere diluito con acqua o solventi per essere utilizzato. Questo particolare lo rende sicuramente molto comodo nell’ utilizzo.

Personalmente lo trovo versatile anche per la immensa gamma di colori colori molto puri con i quali puoi passare dalle nature morte al ritratto credo sia impossibile non trovare la gradazione desiderata con questa tecnica.

La pecca negativa se così vogliamo definirla è che ci si deve sporcare le mani , perciò richiedono attenzione soprattutto nel momento di sfumarli , imparare ad utilizzare tutte le dita è una buona cosa , abbiamo 10 pennelli naturali , sfruttiamoli !

Curiosità…il termine pastello viene usato in modo comune associato a matite , gessetti , pastelli a cera ecc. Il pastello morbido di cui sto parlando per intenderci è il “soft pastel” come lo chiamano gli inglesi oppure il “pastel sec” come lo definiscono i francesi . In realtà la differenza tra un pastello più morbido o più secco è la quantità di legante utilizzato….per oggi mi fermo qui…nei prossimi articoli ti parlerò di come utilizzarli e su quale carta…a presto.