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Bonnie va a casa…

Finalmente Bonnie se ne va a casa, il ritratto è abbastanza superficialmente asciutto per essere spedito…per l’asciugatura completa ci vorranno in realtà ancora mesi.

Domani il corriere viene a ritirarlo e se tutto va bene in 3 giorni è dalla committente, non vi nego che per me saranno i tre giorni più lunghi della mia vita, è sempre così, non ci posso fare niente, la preoccupazione che non arrivi sano è salvo mi ossessiona. Sia perché mi dispiacerebbe per la persona che ha tanto atteso questo momento, sia per l’attaccamento ai miei lavori.

Pensate a quando ho più lavori da spedire (ahahah), spedisco sempre i tracciamenti della spedizione, ma in realtà li controllo anch’io…

Occhio di Lince

La lince fa le fusa…proprio come il gatto, una delle curiosità che ho letto di su questo felino.

Ho anche scoperto che il famoso “occhio di lince” è solo una diceria, ha una buona vista ma a quanto pare non così eccellente. Si appoggia più sull’udito, visto l’ambiente di foresta in cui vive…siete già stati in un bosco? Un luogo con poca luce ma ricchissimo di rumori, basta soffermarsi ad ascoltare ed è incredibile la quantità di suoni che si possono percepire.

Non chiedetemi perché ho iniziato da destra verso sinistra…i misteri dell’ artista (ahaha)

Lavorando sull’occhio della Lince…

Breve video…mi piace lavorare sugli occhi, non per essere banale ma sono realmente lo specchio dell’anima, rendono il soggetto riconoscibile. Lavorare bene sulla pelliccia e tanti altri particolari è apprezzabile, ma gli occhi sono tutto. Quando eseguo i ritratti su commissione è in primis dallo sguardo dove le persone riconoscono il loro animale…

Lince in progress…

Partiamo con il dire che non amo postare i primissimi step dei disegni, sembrano degli scarabocchi. Soprattutto sto con l’ansia che non venga letto il post…
Ma questa volta non voglio scrivere  curiosità tecniche, ma voglio raccontarvi step dopo step qualcosa sul soggetto.

Prima curiosità sulla Lince

Appartiene alla famiglia dei Felidi appartenenti alla sottofamiglia Felinae. Si distinguono facilmente dai loro simili per le orecchie triangolari terminanti con un ciuffo di peli neri.

Il nome lince, nello specifico “lynx”, deriva da un termine antico lewk, che significa “luminoso” probabilmente per la straordinaria capacità di questo animale di vedere al buio. Nell’antica Grecia il termine è diventato lunx e modificato nuovamente dal latino in lynx.
(dal web)

Work in progress Lince, cm 24×30 Pastelli su carta Pastelmat

Il misterioso felino…

Il prossimo work in progress…

Ieri vi ho chiesto di indovinare il misterioso felino…eccolo qua! si tratta di una Lince, a breve inizierà a prendere vita con il colore…ad ogni work in progress posterò qualche curiosità su questo bellissimo animale.

Curiosità sul disegno… Non disegno mai direttamente sulla carta o sulla tela, preparo il disegno su un foglio meno pregiato e poi trasferisco, così evito di rovinare una carta più pregiata con sfregature di gomma che possono alterare la superficie della carta e renderla meno “accogliente” nell’accettare gli strati di colore.

(per la foto di riferimento ringrazio Dani Egli/ Pixabay)

Felino si! Ma non gatto…

Buona giornata alle anime belle… nuovo disegno in preparazione , il ritratto di un animale non proprio domestico…

indovina chi… Scrivilo nei commenti…un piccolo aiuto… è un felino

… Non si vince niente(ahaha)

Domani svelo l’arcano… E te lo racconto. Ad ogni step del disegno scrivo qualche curiosità sull’ animale in questione.

Sono io!

Sul tubetto…

Riflessione sul tubetto del colore…oggi entriamo nel nostro studio scegliamo i colori e li spremiamo sulla tavolozza o nella confezione del Philadelphia (mai buttare niente!)… Prima del 1841 non era esattamente così semplice, si macinava finemente la materia prima, l’unione con gli oli, la conservazione…personalmente trovo tutto molto romantico, mi da questa sensazione di lentezza, di calma, di cosa ragionata. Poi arriva un certo John Goffe Rand un artista americano non troppo conosciuto e rivoluziona il mondo della pittura con l’invenzione del tubetto a compressione. Il tubetto è comodo te lo puoi portare ovunque, nasce la pittura “En plein air” (letteralmente all’aria aperta)…

“Realizzato in latta con tappo a vite, il tubo era trasportabile, sicuro, richiudibile e leggero e, soprattutto, le vernici all’interno restano in condizioni stabili e lavorabili per un periodo di tempo indefinito. “(John Goffe Archives)


“Le vernici in tubi, essendo facili da trasportare, ci hanno permesso di lavorare dalla natura, e solo dalla natura. Senza colori in tubi non ci sarebbero Cézanne, Monet, Pissaro e Impressionismo.”
(Jean Renoir, Renoir: Mio padre Mercury House, 1988)

John Goffe Rand, autoritratto 1836

Studio Pastelli e matite su carta cm 30×40

Cos’è per me lo studio…


Per studio intendo il lavoro su un soggetto non commissionato,solitamente mi avvalgo di foto scattate da me o di libero utilizzo messe a disposizione da siti dedicati, dove non c’è bisogno di attribuzione all’autore.(Personalmente io  menziono sempre il fotografo, se è possibile)

Nello studio sperimento e approfondisco una tecnica, è un lavoro dove posso approcciarmi liberamente discostandomi anche dall’originale o al contrario ricercare un tratto sempre più preciso. È una sorta di “allenamento artistico”

Studio Pastelli e matite su carta cm 30×40
(Riferimento foto Erik McLean – Pexels)

Lavorando sulla criniera…

Breve video in timelapse sul mio canale YouTube

Tutti i like sono ben accetti 😉🤗

Al mio fianco il fido Ligabue, (si intravede appena ma c’è, lui c’è sempre) …non sono certa che sia contento di essere chiamato fido.

Come diceva Leonardo Da Vinci qui la vera opera d’arte è lui… Il gatto

Anche il più piccolo dei felini, il gatto, è un capolavoro. (Leonardo)

Fare Arte…riflessioni

Una breve riflessione dopo aver letto qua e la cosa significhi fare Arte. Sento spesso dire che copiare da una foto non è fare arte (guarda caso sempre da chi pensa che schizzare due colori a caso lo sia, ricordando che prima di schizzare colori a caso, bisogna conoscere le basi) …

Rispondo con una frase di Aristotele…“l’arte è un classico esempio di imitazione della natura, che porta conforto, gioia e nello stesso tempo trasmette nuove conoscenze, che di norma sono nascoste entro l’animo umano”.


La copia fine a se stessa si vede… si sente.. la gente comune si accorge se stai lavorando tramite uno sterile meccanismo stilistico… si accorge se  interpreti un sentimento… si accorge se ci  metti il tuo sentimento. (Umby)

Work in progress…grazie per la foto di riferimento di Erik McLean Pexel